martedì 22 maggio 2012

Presenze.


Ieri per una delle mie ultime lezioni (dulcis in fundo) ho raccontato di Madeleine Vionnet. Molti dei ragazzi, quasi tutti a dir il vero, non l'avevano mai sentita nominare.
Alla fine della lezione, l'ho visto chiaramente, ad alcuni di loro brillavano gli occhi. Una mi ha detto: -Mi sono venuti i brividi...-.
Inutile dire che, insieme a pochi altri, Vionnet è la mia preferita. Uno degli altri è Cristobal Balenciaga. E non stupisce che verso la fine della loro esistenza, periodicamente si incontrassero per chiaccherare. Entrambi non frequentavano altri couturier, si erano scelti.  Lei, la regina assoluta della tecnica, il cervello geniale prestato alla moda, lui, il "purista" che durante le sue sfilate pretendeva il silenzio.
Qualche volta me li sogno ad occhi aperti, seduti uno di fronte all'altro, rilassati. Madeleine probabilmente beveva caffè lungo, mentre Cristobal preferiva un thè aromatico. Darei non so cosa per ascoltare una delle loro conversazioni... Poi magari parlavano del più o del meno o dei loro acciacchi. Però io invece li vedo a parlar di vestiti, con immenso rispetto, così come si parla di quadri o di libri. Forse ogni tanto faceva capolino qualche immagine dal loro passato e la confrontavano col presente: il pret-a-portèr, che entrambi avevano rifiutato (Balenciaga sdegnosamente, Vionnet lo aveva addirittura anticipato, ma non era la stessa cosa), la rivoluzione sessuale e le nuove mode. Credo che fosse Vionnet a condurre le danze, con la sua curiosità, Balenciaga le stava dietro, ma un poco più criptico.
Due grandi vecchi.
Mi immagino i gesti: consapevoli, precisi. Che grande liberazione, in fondo, deve esser stata per loro uscire fuori da quel circo. E che gran dono può essere diventare vecchi con la coscienza di esser stati ciò che si voleva essere.

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